| Allora, premetto: tutto ciò era partito come racconto che si riferisse a qualche peccato capitale (qui e lì vedrete un pò di superbia, un pò di ira, un pò di invidia e un pò di lussuria XD), ma poi, come al solito, la cosa è degenerata. Il giardino è immenso. Qui e lì chiazze di cespugli scuri insinuano la purezza del prato. Alti alberi di ogni specie. Belve feroci che si lucidano il pelo come dei micetti. Al centro solo una fontana. Il silenzio più totale. Potresti chiudere gli occhi e chiederti se effettivamente c'è qualcosa intorno a te. Sì, pace... Come il giardino dell'Eden.
...
La quiete è rotta. Ora puoi aprire gli occhi. Un rumore sordo e lontano. Un rumore "umano". Il fiatone di qualcuno che corre. Un urlo straziato. Che c'è? La natura ti spaventa? Pianti disumani... Sei tu che urli e che piangi, bellezza. Qualcosa tra i piedi. Un colpo di troppo. E il prurito dell'erba fresca. "No" "No..." Ancora e ancora "No". Datti pace, rasserena le tue fibre corporee. I lunghi capelli rossi si muovono come serpi agonizzanti, uccise dal loro stesso veleno.
Sei ridicola. Puoi tu sfuggire al tempo che passa?
Eccola... Ti rialzi... Brava, così ti voglio. Combatti... Se potessi riderei di te. Ma mi posso limitare a scuotere le mie chiome. E' lei, la fonte che cercavi?
Specchiati... Nell'acqua pulita... Lava... Il tuo viso impuro... No, qui non troverai il giunco dell'umiltà. Nè la rugiada che serve a purificarti dalle pene del tuo Inferno.
Oh. Ora tremi? Di fronte a te, tu tremi? Cosa sarà mai? La tua pelle che cade a pezzi... Le tue ossa che diventano fragili come cristallo... I tuoi capelli che consumano la loro fiamma, trasformandosi in candido carbone...
Ecco, l'oggetto del tuo desiderio. Prendi lo specchio. Passi una mano sul volto rugoso. E poi lo scagli via. E urli, urli ancora. Con forza. Come può una vecchia come te avere tanta potenza in corpo? Oh, è la forza della disperazione. La conosco bene.
Ma forse non sai in quanti sono giunti qui prima di te... Quanti stolti... Quanti inutili... Quanti, come te...
E smettila di urlare. Turbi le mie bestie. Tanto non ti mangerebbero mai. Sei troppo scheletrica, adesso. Lo specchio si è infranto sul bordo della fontana. Alcuni frammenti sono caduti sull'erba, incenerendola. Altri in acqua, illuminandola. Guarda, guarda pure. Guarda i visi amici... Guarda i tuoi simili... Osserva la loro candida pelle... I loro vestiti sgargianti... La loro giovinezza impertinente... E tu sei qui. Chi può volerti? Molti dei tuoi canuti capelli giacciono al suolo dopo che, morsa dal serpente dell'invidia, te li sei strappati, piangendo lacrime amare. Nessuno ti amerà. Nessuno ti ha mai amato. Solo loro, laggiù, sulla terra impura, si amano e godono dei piaceri, che tu puoi vedere come un ricordo sbiadito. Stolta, tremi di fronte alle loro voluttuosità. Vorresti ancora essere tra loro. Ora, invece, hai quello che hai sempre voluto. La vita. Non vedi cosa ti circonda? Non vedi chi sei ora? Stai solo vivendo... Ma non vuoi più questo, veglia? Non vuoi più quello che hai cercato invano per anni? Non tornerai indietro. Nessuno può. Neanch'io... Ma se potessi vi annienterei tutti. Voi mi avete distrutta... Ed io, ad uno ad uno, vi distruggerò. Con i secoli, con gli anni. Come ho sempre fatto. E ora, fino alla fine dei tuoi giorni, agonizzerai di fronte a loro che ancora possono vivere la tua vita. Piangendo lacrime di sangue, ti inginocchi di fronte alla mia maestosità. Tutti lo fanno, prima o poi. Io vinco sempre. Nessuno mi sfugge. Prega che io ti risparmi le sofferenze maggiori. Ma, mia cara, sai che ti dico? E' inutile... Tu soffrirai, ancora e ancora. Guarda le tue mani ora. Non sono di nuovo liscie e morbide? I tuoi capelli non vantano nuovamente i loro nidi, imbrigliatori d'amori? Dietro di te, aggrappati ai tuoi stracci grigiastri, strisciano come vermi tutti i tuoi amanti. Cercano di lambirti con le mani, cercano di poterti sfiorare ancora. Cercano e vogliono cupidosamente te. Te e il tuo corpo, datore di piaceri. Te e la tua prorompente femminilità. Li senti... Senti quelle mani che ti toccano, quelle labbra che ti baciano... Le senti e ne vuoi ancora, ancora, ancora. Ti lasci ancora una volta illudere dalle inutili voluttuosità. Sospiri, costruendo nell'aria cerchi di passione.
E ora, allora, soccomberai. I frammenti dello specchio fueriescono dall'acqua, spegnendo l'incantesimo. E l'erba bruciata si rigenera. Si ricompone e riflette nuovamente... Te e i tuoi occhi spenti e infossati e i pochi capelli e le rughe che solcano la tua antica pelle come baratri infiniti... Sei sola. E lo sarai ora e per sempre. Disperati. Oppure poni fine alle tue sofferenze. In ogni caso, io ho vinto ancora. E sarà così per sempre.
Punizione suprema alla razza umana da colei che le diede la vita... Pena capitale ai figli che cercano di uccidere la propria generatrice... Tutti, voi, come lei, soccomberete. Io sono la natura, io domino lo scorrere del tempo. Io pagherò le offese subite. Io mi vendicherò su ognuno di voi. Edited by .:|ArYa|:. - 25/2/2008, 19:08 |